- Hyundai dà seguito al suo storico supporto al Padiglione coreano dell’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia fino al 2034
- Attraverso questa partnership, Hyundai mira a promuovere un ecosistema sostenibile per la sperimentazione artistica e il dibattito critico
- Alla Biennale Arte 2026, il Padiglione coreano presenta Liberation Space: Fortress/Nest, a cura di Binna Choi
- Con opere di Goen Choi e Hyeree Ro, la mostra trasforma il Padiglione in un monumento vivo che ripensa la liberazione come un processo in continua evoluzione, modellato da movimento, resilienza, protezione e rinascita
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Hyundai ha annunciato il proseguimento del proprio sostegno al Padiglione coreano alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, in collaborazione con Arts Council Korea (ARKO), rafforzando il proprio impegno nel promuovere l’arte contemporanea coreana nel contesto culturale globale. La Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è uno degli eventi artistici più prestigiosi e riconosciuti al mondo, che presenta artisti e opere di primo piano provenienti da tutto il mondo. Hyundai sostiene il Padiglione coreano dal 2015 e continuerà la sua partnership ufficiale con ARKO come principale sostenitore fino al 2034.
Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto l’onore di sostenere gli artisti nella condivisione delle loro visioni creative con il mondo attraverso il Padiglione coreano alla Biennale di Venezia. Proseguendo questa collaborazione per altri dieci anni, Hyundai riafferma il proprio profondo impegno nel sostenere il Padiglione coreano come ecosistema sostenibile per lo sviluppo di pratiche artistiche sperimentali e di un dibattito critico. Guardiamo con interesse alle stimolanti conversazioni che il Padiglione coreano continuerà a generare negli anni a venire.
Il Padiglione coreano alla Biennale Arte 2026
Alla Biennale Arte 2026, il Padiglione coreano, su commissione di ARKO, presenta Liberation Space: Fortress/Nest, a cura di Binna Choi, con opere di Goen Choi e Hyeree Ro.
La mostra trasforma il Padiglione coreano in un monumento vivo dedicato al concetto di “Liberation Space” – un riferimento al periodo post-liberazione della Corea (1945–1948) – collocandolo all’interno dei contesti geopolitici e sociali contemporanei. Attraverso interventi scultorei che dialogano direttamente con l’architettura del Padiglione, il progetto esplora la liberazione non come un momento storico fisso, ma come un processo continuo fatto di movimento, resilienza, protezione e rinnovamento.
Meridian di Goen Choi si sviluppa a partire da una pratica scultorea decennale che utilizza materiali industriali comunemente presenti nelle infrastrutture domestiche e urbane. Tubi di rame attraversano gli spazi interni ed esterni, evocando forme lineari come aghi, lance, rami o fasci di luce. Questi elementi penetrano e “rompono” il Padiglione come fosse un corpo, suggerendo al contempo processi di circolazione, connessione e guarigione.
Attraverso la creazione di forme accuratamente posizionate con materiali industriali, l’artista evoca l’idea di “fortezza” – non come struttura chiusa o statica, ma come spazio che, paradossalmente, consente rivelazioni, aperture e movimenti dinamici dall’interno. Il suo intervento riattiva spazi architettonici a lungo chiusi, trasformando il Padiglione in un ambiente vivo, modellato da una continua riconfigurazione. In questo modo, l’installazione presenta il Padiglione coreano non solo come luogo di protezione, ma come organismo attivo capace di cambiamento.
Bearing di Hyeree Ro rappresenta un ampliamento della sua pratica, distaccandosi dal suo approccio (anti) narrativo e dalle esplorazioni delle relazioni familiari influenzate da condizioni socio-politiche ed economiche. Per questa mostra, Ro colloca il lavoro in una dimensione intima e collettiva, introducendo temi come nuova vita, cura, comunità e identità nazionale.
Bearing considera il “grembo” come santuario o tempio della nuova vita, dove la morte non rappresenta una fine, ma una condizione che rende possibile la vita e il movimento. Composta da circa 4.000 elementi in organza rivestiti di cera e stratificati come scaglie di pesce o foglie di loto, l’installazione crea un “Padiglione nel Padiglione”. Rifiutando la chiusura, guida i visitatori attraverso un percorso coreografato scandito da otto stazioni, ciascuna dedicata a un atto fondamentale della vita: lutto, memoria, osservazione, vita, attesa, pianificazione, condivisione e riparazione. Favorendo una rete di “spazi di liberazione”, l’opera coinvolge anche partecipanti provenienti da diversi ambiti, ampliando ulteriormente la dimensione esperienziale della mostra.
Ampliare gli “spazi di liberazione” attraverso il dialogo internazionale
Per la prima volta nella storia della Biennale di Venezia, è stata avviata una collaborazione ufficiale tra il Padiglione coreano e il Padiglione giapponese. Questa collaborazione enfatizza dialogo, scambio e cooperazione artistica, riconoscendo storie condivise e conflittuali, e mettendo in luce nuove possibilità di interazione attraverso partecipazioni incrociate e programmi congiunti.
La 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026 presso i Giardini di Venezia. Le informazioni per i visitatori e i dettagli sui biglietti per la Biennale Arte 2026 sono disponibili all’indirizzo: https://www.labiennale.org/en/art/2026/information. Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.korean-pavilion.or.kr, e www.venicebiennale.kr/en
The 61st International Art Exhibition of La Biennale di Venezia will be held from May 9 to November 22, 2026, at the Giardini in Venice, Italy. Visitor information and ticket details for La Biennale di Venezia are available at: https://www.labiennale.org/en/art/2026/information. Additional information can be found at: www.korean-pavilion.or.kr, and www.venicebiennale.kr/en.
Arts Council Korea (ARKO)
L’Arts Council Korea (ARKO), ente promotore del Padiglione coreano, è responsabile della sua gestione sin dalla sua apertura. ARKO è un’organizzazione dedicata al sostegno delle arti e della cultura coreana a livello nazionale e internazionale. È stata istituita con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti, sulla base della convinzione che l’arte abbia il potere di trasformare la vita. Promuove e sostiene economicamente progetti e attività culturali e artistiche. ARKO, sotto il Ministry of Culture, Sports and Tourism, promuove la creazione e la fruizione di tutte le forme d’arte.
Binna Choi
Binna Choi porta con sé due decenni di esperienza internazionale, mantenendo al contempo un forte legame con le sue radici nel contesto culturale e socio-politico coreano. È stata in prima linea nello sviluppo di nuovi modelli istituzionali attraverso la sua direzione del Casco Art Institute: Working for the Commons nei Paesi Bassi. Tra i suoi progetti curatoriali più recenti nel contesto delle biennali figurano la Hawai’i Triennial 2025 e la Singapore Biennale 2022. In ambito educativo, ha collaborato anche con il Doosan Curator Workshop (dal 2024), il Gwangju Biennale International Curator Course (2025) e il Dutch Art Institute (2008–2022).
Goen Choi
Goen Choi lavora principalmente con metalli duri, spesso utilizzati nelle infrastrutture domestiche, creando interventi scultorei site-specific che si estendono dagli interni a tetti, balconi e altri spazi architettonici esterni. La sua pratica integra interi ambienti in un unico contesto organico, attraversando i confini tra interno ed esterno. Tra i progetti recenti figurano nuove opere commissionate per il Frieze Seoul Artist Award e la Changwon Sculpture Biennale, Cornering, mostra personale presso l’Amado Art Space (2022), e Vivid Cut presso P21 (2021).
Hyeree Ro
Hyeree Ro è un’artista basata tra Brooklyn, New York, e Seoul. Lavora principalmente con oggetti e strutture scultoree realizzate a mano e con performance basate su narrazioni frammentate e multilingue. Migrante costante attraverso diversi status di immigrazione e confrontandosi con disuguaglianze di classe e ricchezza, intreccia nella sua pratica storia familiare, luoghi, lingua, corpo, movimento e narrazione. Tra i progetti recenti figurano le mostre personali August is the Cruelest presso Doosan Gallery (2025), Niro presso Canal Projects (2024), e Jinhee presso Project Space SARUBIA (2022). Ro è inoltre Assistant Arts Professor of Collaborative Arts presso la NYU Tisch School of the Arts.